09 Feb

17-19.09.2014 | Al di là dei conflitti. Coabitazioni culturali e religiose ad Alessandria e in Egitto tra I e VI secolo d.C.

header_UniNa_Federico_II

Progetto FIRB—Futuro in Ricerca 2012
La percezione dello spazio e del tempo nella trasmissione di identità collettive.
Polarizzazioni e/o coabitazioni religiose nel mondo antico (I-VI secolo d.C.)
Università degli Studi di Napoli Federico II

Convegno Internazionale
Al di là dei conflitti. Coabitazioni culturali e religiose ad Alessandria e in Egitto tra I e VI secolo d.C.
Napoli, 17-19 Settembre 2014

Il dibattito storiografico su Alessandria e l’Egitto tra il I e VI secolo ha da sempre messo in luce, per lo specifico di quest’area, la compresenza di diversi gruppi sociali e religiosi. L’aspetto su cui, però, la ricerca si è maggiormente concentrata è indubbiamente quello del conflitto. L’approccio è in parte giustificato dalla documentazione pervenutaci, nella quale spicca l’episodio del progrom sotto Caligola (documentato, tra gli altri, dallo stesso Filone), che ha inevitabilmente influenzato la visione moderna delle interazioni culturali nella regione. Anche la presenza di una “biblioteca” come quella rinvenuta a Nag Hammadi, ritenuta spesso espressione di un gruppo che sceglie una vita comunitaria ai margini del centro culturale e politico della regione, ha finito per rafforzare l’immagine di Alessandria e dell’Egitto come teatro di profondi scontri e tensioni, culminate nell’incendio della biblioteca e del Museo sotto Cirillo e Teodosio. Il volume di C. Haas, Alexandria in Late Antiquity. Topography and Social Conflict, The John Hopkins University Press, 1996, così come il capitolo dedicato da E.J. Watts alla vita intellettuale della città, contenuto in City and School in Late Antique Athens and Alexandria, University of California Press, 2006, sono recenti ed emblematici esempi di un approccio in questa direzione. 

L’intento del convegno è di gettare uno sguardo più approfondito su una serie di fatti culturali da cui si evincono casi di interazione tra gruppi contigui che condividono spazi concreti e simbolici. Sulla base di un approccio metodologico in cui a essere valorizzata è proprio l’idea dei gruppi religiosi come loci di coabitazione tra vicini, senza enfatizzare troppo confini ideologici e/o teologici (ad esempio, il ritenere i Giudei, i Pagani e/o i Cristiani come entità isolate), si privilegerà l’indagine sui prodotti culturali che provengono da queste coabitazioni, testi letterari, in primis, ma anche epigrafi, papiri, immagini, così come scuole, luoghi di incontro, spazi pubblici e religiosi. A partire dalla documentazione, il convegno intende fare luce su aspetti che spesso si riferiscono ai valori impliciti del testo: ad esempio, l’uso di particolari forme letterarie e di una certa terminologia, la riformulazione di topoi, l’impiego, per la propria autodefinizione culturale, di appellativi o di formule specifiche comuni anche all’ambito costruito come ‘altro’. In tale prospettiva, si porterà attenzione anche ai fenomeni di rinegoziazione identitaria, in cui l’alterum viene costruito come polo del conflitto soprattutto al fine di definire la propria identità gruppale. Il convegno, dunque, intende concentrarsi anche sui fenomeni di costruzione dei conflitti intesi come strumenti di autodefinizione intra-gruppale e non come specchio di scontri sociali reali che pure sono documentati nelle fonti.

In sintesi, le aree tematiche su cui il convegno intende riflettere sono le seguenti:
- la topografia culturale di Alessandria: l’ubicazione delle principali scuole e l’organizzazione degli spazi urbani in rapporto ai diversi gruppi;
- la costruzione dell’autorità nelle scuole filosofico-religiose;
- culti e pratiche rituali come luoghi di incontro e interazione;
- gruppi chiusi e gruppi aperti: interazioni e auto-definizioni;
- uso, appropriazione e ridefinizione di generi letterari;
- onomastica ed epigrafia;
- la documentazione papirologica come testimonianza di pratiche concrete di integrazione;
- dibattiti scientifici e questioni teologiche.

Occorre precisare che intendiamo con il termine neutro di gruppi quegli ambiti che la ricerca tradizionale ha definito, e spesso ancora definisce, o con paradigmi etnici, ad esempio Egiziani e Greci, o culturali, Pagani, Ebrei, Cristiani, Gnostici. L’uso di tali etichette, a un esame attento della documentazione, non si rivela sempre del tutto pertinente, tanto più per un ambiente come quello di Alessandria e dell’Egitto, in cui la pratica dell’interazione attraversa costantemente spazi di coabitazione sociale, culturale e religiosa, travalicando frontiere che furono certamente più fluide di quanto a prima vista si potrebbe pensare. In tal direzione, spunti metodologici importanti si trovano, tra gli altri, nel recente testo curato da N. Belayche e J.-D. Dubois, L’oiseau et le poisson. Cohabitations religieuses dans les mondes grec et romain, PUPS 2011, così come nello studio di A. Le Boulluec, Alexandrie antique et chrétienne. Clement et Origène, IÈA, Paris 2006 e nel volume collettaneo a cura di T. Derda, T. Markiewicz, E. Wipszycka, Alexandria: Auditoria of Kom el- Dikka and Late Antique Education (Journal of Juristic Papyrology, 2007).

Gli invitati a tenere una relazione possono inviare titolo e abstract (max 15 linee) entro il 30 Maggio 2014 a luca.arcari@unina.it e a carmine.pisano@unina.it. Trattandosi di un seminario di ricerca, sarebbe importante che le relazioni circolassero tra i partecipanti e gli interessati con un certo anticipo, per cui i relatori sono invitati a consegnare il testo o un ampio schema entro il 29 Luglio 2014.

(english version)