Catania

ÉquipeArianna_Rotondo

Responsabile scientifico:
Arianna Rotondo
Ricercatore confermato
Università degli Studi di Catania
(curriculum vitae)

Adriana Valerio
Ricercatore confermato
Storia del cristianesimo e delle chiese (M-STO/07)
Università degli Studi “Federico II” di Napoli

 

Progetto dell’Unità di Ricerca

Modelli e interazioni di genere nei gruppi religiosi antichi: il caso dei gruppi protocristiani.
Gender models and social interactions in proto-christian communities

L’UR si propone di approfondire rispetto al tema proposto in sede nazionale il problema della percezione, della costruzione e della trasmissione dell’identità femminile nelle comunità protocristiane, attraverso le fonti neotestamentarie. Le competenze specifiche dei membri che fanno parte della struttura dell’UR riguardano:
- la questione femminile nel cristianesimo primitivo
- l’esegesi del Nuovo Testamento e gli studi di genere
- la letteratura patristica con particolare attenzione alla produzione omiletica e parafrastica.

La ricerca in una prima fase si propone di ricostruire il ruolo delle donne all’interno delle comunità protocristiane individuando due grandi spazi di costruzione identitaria, che è possibile ricostruire agevolmente attraverso le testimonianze neotestamentarie: il nucleo domestico e il gruppo discepolare. Il primo è da intendersi come un generatore di identità e funzioni sociali che si inseriscono in una collettività oggettivamente fondata; il secondo, costituendosi proprio grazie al distacco dal primo, è un possibile generatore, attraverso l’atto di volontà della sequela, di identità indipendenti.

All’interno di questi due “luoghi esperienziali” si verificheranno i concetti di:
1. identità sociale (di ruolo e non), data dall’esterno e codificata da ruoli assunti o svolti;
2. identità collettiva, in cui l’attore sociale riconosce una propria identità autoattribuendosi un’appartenenza che ha avvertito come propria. In questo profilo identitario il punto di vista personale è dominante, per cui non esiste un noi se non esiste già un io.

Occorrerà indagare e chiarire:
- se fra queste due categorie applicate alla presenza femminile nei gruppi protocristiani vi sia un rapporto oppositivo o dialettico;
- se nella modalità con cui si delinea un’identità di genere si possono rintracciare esigenze di consolidamento di un’identità collettiva messa in discussione.

I testi lucani rappresentano un primo terreno di sondaggio. In particolare si approfondirà l’episodio (con passi paralleli: Mc 14,3 – Mt 26,6) dell’anonima peccatrice (Lc 7,37) e il discusso logion di Marta e Maria (Lc 10,38-42). Questo testo, diversamente interpretato e collocato in seno ad una tradizione ora popolare ora colta, pone diverse questioni che saranno oggetto di studio:
a. l’esigenza di determinare comportamenti comunitari e di regolamentare l’interazione dell’ambiente domestico con l’itineranza della missione
b. una conflittualità che è forse da ascrivere, con un chiaro intento del redattore, ad una specifica tensione ecclesiale
c. il caso di una primitiva forma di agape, evidenziando una problematicità nelle prime comunità lucane dell’esercizio del culto domestico da parte di donne
d. la possibilità di includere fra le destinatarie dell’istruzione ecclesiale lucana oltre alle donne della seconda generazione cristiana anche coloro che esercitavano ruoli importanti nel culto domestico.

Il ruolo della questione di genere nella configurazione del cristianesimo delle origini trova nel Quarto vangelo un interessante campo d’indagine. La ricerca intende soffermarsi più ampiamente su questa fonte, che presenta una galleria di figure femminili dal forte valore simbolico. Le donne hanno un ruolo di primo piano; hanno un rapporto diretto con un Gesù fondamentalmente kyrios e didaskalos, che ne determina l’identità, le funzioni, i percorsi. Le donne sono depositarie dell’insegnamento e dei precetti che ne orientano il comportamento sociale. La loro presenza è sostenuta e considerata rilevante nel gruppo dei discepoli ai fini dell’evangelizzazione e dell’elaborazione dottrinale.

Alcuni casi emblematici saranno oggetto di un’indagine specifica:
a. Maria Maddalena e il problema dei soggetti nella tradizione kerygmatica protocristiana
b. Maria a Betania nell’episodio dell’unzione e la contesa sul discepolato
c. la diakonia di Marta e l’accezione che diakonein doveva avere nelle chiese post-paoline.

Ci si attende che tale percorso di ricerca sul discepolato femminile nella sua tarda declinazione giovannica provi e chiarisca il carattere alternativo di un’ecclesiologia inclusiva, “senza sbocchi nel futuro delle Chiese cristiane, presumibilmente implosa poi “nella frammentazione esclusiva dei conflitti ereticali”.

 

Collaboratori

Luigi Walt
Contratto di collaborazione esterna (9 mesi) per lo svolgimento di un progetto dal titolo: «I gruppi protocristiani di Corinto (I-II secolo): dinamiche di genere, pluralità e conflitti».

Mara Amodio
Assegno di ricerca (annuale) per lo svolgimento di un progetto dal titolo: «Realtà e rappresentazione del mondo femminile in alcuni contesti (micro-) gruppali dell’Urbe tra I e VI secolo d.C.).

Mara Rescio
Contratto di collaborazione esterna (semestrale) per lo svolgimento di un progetto dal titolo: «Il movimento di Gesù e le donne. Presenze femminili e violenza di genere nel cristianesimo delle origini».

Andrea Nicolotti
Contratto di collaborazione esterna (semestrale) per lo svolgimento di un progetto dal titolo: «Presenze femminili nei racconti della morte, della sepoltura e delle apparizioni pasquali: fonti letterarie e fonti documentarie a confronto».